La magia del “Tocco Murakami”

Haruki Murakami, prolifico autore giapponese (nato a Kobe nel 1949), è un mago. Non perchè faccia giochi di prestigio o numeri di illusionismo alla Houdini, ma per la sua capacità di ipnotizzare il lettore con le atmosfere surreali, oniriche, assolutamente affascinanti dei suoi romanzi e dei suoi racconti. Fin dal suo esordio letterario, con Ascolta la canzone nel vento, Murakami ha creato un mondo tutto suo, un universo parallelo popolato da personaggi stravaganti, a volte cupi, luoghi misteriosi sospesi tra realtà e sogno (come il Dolphin Hotel di Dance Dance Dance e di Nel segno della pecora, due lavori strettamente correlati tra loro).

In tutte le sue opere, dai racconti giovanili fino ai più recenti IQ84 o L'assassinio del Commendatore (senza dimenticare i capisaldi della sua opera Norwegian Wood, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Kafka sulla spiaggia) è riconoscibile il suo tocco.

Basta aprire un qualsiasi suo libro, leggere le prime righe, per riconoscerlo. Ed è inevitabile: pochi secondi dopo, ci si ritrova a “vivere” nel mondo dei suoi romanzi, a girovagare per i corridoi dell'Hotel Delfino in cerca della ragazza scomparsa, magari affiancati dal misterioso “uomo pecora”. Solo i più grandi autori al mondo hanno questa capacità.


Ma Murakami non è soltanto questo.

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Esplorando la sua bibliografia, si scoprirà che ha dimostrato una notevole abilità anche come saggista: meravigliosi da leggere, oltre che incredibilmente istruttivi, risultano essere Il mestiere dello scrittore, un vero e proprio manuale sul come diventare uno scrittore, come pianificare, progettare e sviluppare una bella storia, su come “scrivere” davvero, L'arte di correre, sulla sua passione per la corsa (Murakami ha partecipato in diverse occasioni alla celebre Maratona di New York) e su come questa attività abbia influito sul processo creativo di alcuni tra i suoi romanzi più famosi, e lo straordinario reportage sull'attentato alla Metropolitana di Tokyo del 1995 Underground, la cui lettura è sconsigliata ai deboli di stomaco, e comunque non senza una adeguata scorta di fazzoletti. Il solo incipit del libro, per la sua immediatezza, fa venire i brividi:

«Provate a immaginare. È il 20 marzo del 1995, un lunedí. Una bella mattina di sole primaverile... Vi siete svegliati all'ora solita, vi siete lavati, vestiti, e siete andati alla stazione della metropolitana. Poi come sempre avete fatto la fila per salire su uno dei treni e andare in ufficio... Ma degli uomini dissimulati tra la folla, con la punta degli ombrelli appositamente affilata, perforano delle sacche di plastica piene di uno strano liquido...».



Haruki Murakami è, senza dubbio, un autore che merita di essere inserito a pieno titolo tra i grandi della letteratura mondiali, al pari di mostri sacri come Francis Scott Fitzgerald, George Orwell o J.D.Salinger.

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