Tomo tomo, cacchio cacchio

€15.00

 Il turpiloquio, questo linguaggio trasgressivo che riflette i nostri sentimenti più immediati di

rabbia, rivalsa, volontà di offendere, ma anche strumento dialettico e persuasivo, arma di

incursione e di difesa; a Napoli, pure modo per colorire i concetti, sottolineare espressioni,

riscattare stereotipi e reinventare il modo d’esprimersi; o lazzo, sberleffo, caricatura e forzatura,

attingendo a quanto di nascosto c’è nel nostro corpo e nelle sue funzioni per renderle oggetto di

divertimento.

In ciò questa città rifulge per vere gemme del “parlare grasso”, tramandate da modi di dire e

produzioni letterarie dal ’500 ad oggi, anche di alto livello. Si pensi, per tutti, e sono tanti, a Filippo

Sgruttendio fino ad arrivare al recente Inferno della poesia napoletana di Angelo Manna e a quello, recentissimo, avente lo stesso titolo, di Federico Salvatore.

Luciano Galassi, cultore anche di questo segmento del dire partenopeo e quindi estimatore del

complesso degli Squallor, da lui citato ampiamente in questo Tomo tomo, cacchio cacchio, ha

come sempre ricercato, razionalizzato, riordinato e spiegato un caleidoscopio di immagini e di

parole tutte da godere.